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IL CORTEO STORICO

La visita di Federico d'Aragona - La Dama Castellana

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La “Rievocazione storica della venuta di Federico IV d’ Aragona a San Piero Patti”   rappresenta, nell’immaginario collettivo un’epoca e un episodio realmente accaduto in Sicilia. Ovvero: La venuta di Federico IV d ‘Aragona e III di Sicilia a San Piero Patti. 

Costui, nel 1356, dal 3 al 6 dicembre dimorò nel castello del feudo di San Piero Patti. Ad accompagnare il re, oltre al suo numeroso esercito, furono la sorella Eufemia e il tutore Artale d’Aragona. Il re si trovava a Castiglione di Sicilia, venuto a conoscenza di una rivolta da parte del popolo Sampietrino contro i baroni Giovanni e Manfredo Orioles, signori del feudo, i quali approfittando del loro ruolo, esercitavano frequentemente soprusi, uccisioni e crudeltà. Fu così che con l’appoggio di nobili del paese, il popolo trovò il coraggio di ribellarsi. Giovanni fu ucciso, mentre Manfredo riuscì a fuggire. Dirigendosi verso San Piero, re Federico era convinto di dover sedare con il suo esercito una rivolta. Invece, rimase meravigliato dall’accoglienza e dall’ossequioso rispetto che il popolo sampietrino mostrò al suo arrivo. Fu così che decise di incontrarli e ascoltare le loro motivazioni, senza punirli.

La prima rievocazione storica della venuta di Federico IV d’Aragona a San Piero Patti risale ad agosto 1999, fra i primi cortei storici organizzati in Sicilia. Questo evento ha rappresentato e rappresenta tutt’oggi un importante appuntamento nel calendario delle manifestazioni estive, diventando un momento di attrazione per migliaia di turisti provenienti da più parti d ‘Italia. L’ avvenimento storico viene narrato e drammatizzato con una rappresentazione teatrale. La sfilata storica è caratterizzata da cavalieri a cavallo, sbandieratori, musici, artisti di strada, arcieri, dame e cavalieri, tutti in costume e ornamenti in perfetto stile medioevale. Il corteo si snoda per le vie principali del paese, per concludersi nel quartiere Arabite (quartiere arabo, caratterizzato da antiche strade e viuzze in pietra), dove saranno allestite postazioni di animazione: vecchi mestieri, giochi antichi, stand gastronomici con degustazioni della cucina medioevale. Qui è rievocata l’accoglienza del popolo al re, con danze medioevali, spettacoli di artisti di strada, di sbandieratori e musici. A fare da cornice a questo evento è previsto l’allestimento di una mostra dei costumi nei luoghi più suggestivi del paese, dove sarà possibile ammirare i costumi e gli accessori più pregiati, foto e video, locandine e riconoscimenti dei vari cortei storici delle precedenti edizioni. I costumi e gli ornamenti, di pregiata fattura, sono stati realizzati da artigiani del luogo, dando lustro all’artigianato locale. 

Alla rievocazione storica hanno partecipato i più importanti cortei storici di Sicilia tra i quali: Montalbano Elicona, San Marco d’ Alunzio, Itala, Monforte San Giorgio, Roccavaldina, Castelbuono e molti altri. Così come il corteo storico di San Piero Patti, oltre ai cortei succitati, ha partecipato ad importanti eventi tra cui: Sfilata storica per TELETHON 2000 a Messina con diretta su rai 1, la Castellana di Sicilia a Caccamo, la dama del Gallo-Italico a Sperlinga.

La coreografia ha alla base la sfilata dei nobili della cittadina medievale. I personaggi girano attorno alla grande dama posta sul terreno di gioco e si schierano sul palco per assistere allo spettacolo La danza medievale e i volteggi delle bandiere del gruppo delle sbandieratrici chiudono l'incontro.

L'edizione mostra con i cento costumi un mix di arte e folklore con una suggestiva kermesse storica e culturale.

Nel centro storico sampietrino viene riscoperta l'antica corte, l'impulso sociale delle famiglie nobiliari, il ruolo del clero e della comunità dei popolani dell'epoca. Sfilano i cavalieri e gli arcieri in assetto di battaglia di un re che pensava di dover sedare una rivolta ma viene accolto invece da un popolo in festa che giurava fedeltà alla corona e risentimento per le nefandezze dei principi. La permanenza del sovrano si conclude con il perdono, la grande festa dei sbandieratori e il palio degli arcieri che si battono in onore della cittadina, tra squilli di trombe e rulli di tamburi mentre i quartieri della cittadina fanno rivivere l'avvenimento che per la sua collocazione storica trova posto nella Sicilia dei baroni dell'isola che tramavano di ribellarsi alle prime dinastie legate alla Spagna.

Nella dama castellana una vera e propria partita a dama vivente viene riproposta da attori. Su una scacchiera composta da ottanta case rivive una tipica disputa dell'età feudale con una quarantina di personaggi. La fiction ha un artificio scenico ispirato al libro "il gioco degli scacchi" del catanese don Pietro Carrera, che con un best-seller ha introdotto il gioco nella cultura Siciliana e che sarebbe stato scritto per assecondare la passione di principi e baroni. La manifestazione è curata con dovizia di particolari. I costumi indossati dai giocatori preparati con stoffe pregiate fanno bella mostra sotto le luci dei riflettori e davanti a migliaia di spettatori.

Le pedine si muovono a comando mentre i gonfaloni dei quartieri sono la cornice di una rappresentazione scenica che per la sua originalità ha un grande richiamo. Chi vince tra gli otto quartieri detiene il titolo fino all'anno successivo.

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